G.R.I.S. Taranto

Gruppo di ricerca e di informazione socio religiosa

Le nostre conferenze – Programma 2014

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25/02/2014 Pubblicato da | Conferenze 2014 | Lascia un commento

Conferenza “Presunti mistici del nostro tempo”

conferenza 28 febbraio

16/02/2014 Pubblicato da | Conferenze 2014 | Lascia un commento

la “bibbia” dei testimoni di geova – conferenza

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20/01/2014 Pubblicato da | Testimoni di Geova | , , , | Lascia un commento

NORME PER PROCEDERE NEL DISCERNIMENTO DI PRESUNTE APPARIZIONI E RIVELAZIONI

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18/12/2013 Pubblicato da | Conferenze 2011-2012 | Lascia un commento

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BUONA LETTURA!

18/12/2013 Pubblicato da | Conferenze 2011-2012 | Lascia un commento

Conferenza su i “Testimoni di Geova”

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13/11/2013 Pubblicato da | Conferenze 2013, Testimoni di Geova | , , , | Lascia un commento

Convegno a Taranto “Sopravvivenza e vita eterna”

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I giorni 14-15-16-17 Novembre 2013 si terrà a Taranto il solito convegno spiritista del movimento “Sopravvivenza e vita eterna” organizzato dalla sig.ra Gemma Cometti. Un cattolico non dovrebbe prendere parte a queste manifestazioni condannate dal Magistero:

 

Dichiarazione del Sant’Uffizio (04/08/1856):

 Illecita, ereticale e scandalosa, la pratica di evocare le anime dei morti, riceverne responsi.

 Catechismo Maggiore di san Pio X (14/06/1905):

 (N°366) Domanda: È lecito interrogare le tavole cosiddette parlanti o scriventi, o consultare in qualunque modo le anime dei trapassati mediante lo spiritismo?

Risposta: Tutte le pratiche dello spiritismo sono illecite, perché superstizione, e spesso non immuni da intervento diabolico, e perciò furono dalla Chiesa giustamente proibite.

 

 Catechismo della Chiesa Cattolica (11/10/1992):

 N°2116: Tutte le forme di divinazione sono da respingere: ricorso a Satana o ai demoni, evocazione dei morti o altre pratiche che a torto si ritiene che «svelino» l’avvenire. La consultazione degli oroscopi, l’astrologia, la chiromanzia, l’interpretazione dei presagi e delle sorti, i fenomeni di veggenza, il ricorso ai medium manifestano una volontà di dominio sul tempo, sulla storia ed infine sugli uomini ed insieme un desiderio di rendersi propizie le potenze nascoste. Sono in contraddizione con l’onore e il rispetto, congiunto a timore amante, che dobbiamo a Dio solo.

 N°2117: Lo spiritismo spesso implica pratiche divinatorie o magiche. Pure da esso la Chiesa mette in guardia i fedeli.

Conferenza episcopale Toscana (01/06/1994):

 La peggiore e più grave espressione di divinazione è la necromanzia o spiritismo, ossia il ricorso agli spiriti dei morti per entrare in contatto con loro e svelare il futuro o qualche suo aspetto. Le sedute spiritiche appartengono a questo genere di magia. In tali sedute i partecipanti e i medium (edizione moderna degli antichi necromanti) si prodigano nell’invocazione delle anime dei defunti (ad esempio presunte registrazioni di voci dall’oltretomba); in realtà essi introducono una forma di alienazione dal presente e operano una mistificazione della fede nell’aldilà, generalmente con trucchi, agendo di fatto come strumenti di forze del male che li usano spesso per fini distruttivi, orientati a confondere l’uomo e ad allontanarlo da Dio.

- Conferenza episcopale Emilia Romagna (23/04/2000):

 Alla crisi ideologica dello spiritismo oggi sembra subentrare, almeno in Italia, una forma di evocazione degli spiriti ritenuta più compatibile con la religione, meno polemica con la Chiesa stessa, anzi più alla ricerca di dialogo e di consenso da parte della gerarchia ecclesiastica. A conferma della presunta ortodossia viene portato il fatto che ai movimenti aderiscono e vi operano, oltre laici e laiche di chiara estrazione cristiana, religiosi e sacerdoti, tra i quali alcuni notissimi per l’attività che svolgono all’interno della comunità cristiana. In alcuni di questi incontri è stata celebrata anche la messa. Ma non basta a garantire la legittimità di queste iniziative la presenza di sacerdoti, i quali sempre sono tenuti a chiedere al vescovo l’autorizzazione, che non si vede del resto come sia possibile concedere.

 Pertanto, invitiamo tutti i fratelli credenti, a non prendere parte ad una simile manifestazione ed a condividere questa nota per una più larga diffusione. Invitiamo anche i fratelli sacerdoti a condividere ed a mettere in guardia i fedeli.

17/06/2013 Pubblicato da | Conferenze 2013 | , , , , , | Lascia un commento

Il caso Tony Laggetta – Carmiano (LE)

Molto interessante il servizio realizzato da L’Indiano su Telerama.

Il servizio si commenta da solo e permette di trarre le giuste conclusioni.

11/06/2013 Pubblicato da | Presunti mistici e fenomeni correlati | , , , | Lascia un commento

Inquieti desideri di spiritualità

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03/06/2013 Pubblicato da | Conferenze 2013 | , , , | Lascia un commento

Pregate per i vescovi e i preti perché siano pastori e non lupi

Francesco

Pregate per i preti e i vescovi perché non cedano alla tentazione dei soldi e della vanità ma siano al servizio del popolo di Dio: è l’esortazione di Papa Francesco, stamani, nella Messa presieduta a Santa Marta. Era presente un gruppo di dipendenti della Radio Vaticana.
L’omelia del Papa parte dal brano degli Atti degli Apostoli in cui Paolo esorta gli “anziani” della Chiesa di Efeso a vegliare su se stessi e su tutto il gregge, ad essere pastori attenti ai “lupi rapaci”. E’ una delle “più belle pagine del Nuovo Testamento” – ha sottolineato il Papa – “piena di tenerezza, di amore pastorale” in cui emerge il “bel rapporto del vescovo col suo popolo”. I vescovi e i preti – spiega – sono al servizio degli altri, per custodire, edificare e difendere il popolo. E’ “un rapporto di protezione, di amore fra Dio e il pastore e il pastore e il popolo”:
“Alla fine un vescovo non è vescovo per se stesso, è per il popolo; e un prete non è prete per se stesso, è per il popolo: al servizio di, per far crescere, per pascolare il popolo, il gregge proprio, no? Per difenderlo dai lupi. E’ bello pensare questo! Quando in questa strada il vescovo fa quello è un bel rapporto col popolo, come il vescovo Paolo lo ha fatto col suo popolo, no? E quando il prete fa quel bel rapporto col popolo, ci dà un amore: viene un amore fra di loro, un vero amore, e la Chiesa diventa unita”.

Il rapporto del vescovo e del prete col popolo – ha proseguito il Papa – è un rapporto “esistenziale, sacramentale”. “Noi – ha aggiunto – abbiamo bisogno delle vostre preghiere” perché “anche il vescovo e il prete possono essere tentati”. I vescovi e i preti devono pregare tanto, annunciare Gesù Cristo Risorto e “predicare con coraggio quel messaggio di salvezza”. “Ma anche noi siamo uomini e siamo peccatori” e “siamo tentati”. E quali sono le tentazioni del vescovo e del prete?:
“Sant’Agostino, commentando il profeta Ezechiele, parla di due: la ricchezza, che può diventare avarizia, e la vanità. E dice: ‘Quando il vescovo, il prete si approfitta delle pecore per se stesso, il movimento cambia: non è il prete, il vescovo per il popolo, ma il prete e il vescovo che prende dal popolo’. Sant’Agostino dice: ‘Prende la carne per mangiarla alla pecorella, si approfitta; fa negozi ed è attaccato ai soldi; diventa avaro e anche tante volte simoniaco. O se ne approfitta della lana per la vanità, per vantarsi’”.

Così – osserva il Papa – “quando un prete, un vescovo va dietro ai soldi, il popolo non lo ama e quello è un segno. Ma lui stesso finisce male”. San Paolo ricorda di aver lavorato con le sue mani, “non aveva un conto in banca, lavorava. E quando un vescovo, un prete va sulla strada della vanità, entra nello spirito del carrierismo – e fa tanto male alla Chiesa – fa il ridicolo alla fine, si vanta, gli piace farsi vedere, tutto potente… E il popolo non ama quello!”.

Pregate per noi – ripete il Papa – “perché siamo poveri, perché siamo umili, miti, al servizio del popolo”. Infine, suggerisce di leggere il capitolo 20 versetti 28-30 degli Atti degli Apostoli dove Paolo dice: “Vegliate su voi stessi e su tutto il gregge, in mezzo al quale lo Spirito Santo vi ha posti come vescovi a pascere la Chiesa di Dio, che egli si è acquistata con il suo sangue. Io so che dopo la mia partenza entreranno fra voi lupi rapaci, che non risparmieranno il gregge; perfino di mezzo a voi sorgeranno alcuni a insegnare dottrine perverse per attirare discepoli dietro di sé”:
“Leggete questa bella pagina e leggendola pregate, pregate per noi vescovi e per i preti. Ne abbiamo tanto bisogno per rimanere fedeli, per essere uomini che vegliano sul gregge e anche su noi stessi, che fanno la veglia proprio, che il loro cuore sia sempre rivolto al suo gregge. Anche che il Signore ci difenda dalle tentazioni, perché se noi andiamo sulla strada delle ricchezze, se andiamo sulla strada della vanità, diventiamo lupi e non pastori, pastori. Pregate per questo, leggete questo e pregate. Così sia”.

http://www.news.va/it/news/il-papa-a-santa-marta-pregate-per-i-vescovi-e-i-pr

15/05/2013 Pubblicato da | Documenti | , , , | Lascia un commento

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